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Ma come ha fatto la Beata Vergine della Creta a diventare la Madonnina dei Centauri? Questa è tutta un’altra storia, che ha inizio in tempi più recenti e che coincide con la storia del Moto club di Castellazzo Bormida.
Nell’inverno del 1933 il farmacista di Castellazzo, dottor Marco Re, e un fabbricante di ghiaccio, Giovanni Moccagatta, amici con la comune passione per le due ruote, decisero di partecipare al “Raduno dei Centauri” di Roma del 24 maggio dello stesso anno. Il 24 febbraio compilarono la domanda di iscrizione e sulla scia dell’entusiasmo decisero di allargare l’iniziativa agli appassionati dei dintorni e di costituire un moto club locale. L’idea riscosse successo e il 16 marzo del 1933 venne costituito il Moto club di Castellazzo Bormida, ufficialmente riconosciuto dall’allora Reale Moto club d’Italia il 24 marzo del 1933. Il 24 maggio dello stesso anno nove motociclisti Castellazzesi sfilarono per via dei Fori Imperiali alla tassativa velocità di 80 km/h, insieme agli altri 10.000 partecipanti al“Raduno dei Centauri”. Oltre a questa impresa titanica l’attività del moto club risultò essere molo intensa, con la partecipazione a molti motoraduni della zona e con l’istituzione della moto-scuola, lezioni di guida aperte a tutti con partenza dal Santuario della Beata Vergine dalla Creta fino al ponte Bormida. Il 2 marzo del 1934 l’allora Presidente Marco Re proclamò la Beata Vergine della Creta Patrona del Moto club.
Negli anni successivi il moto club vide crescere il numero dei suoi iscritti e la sua vita sociale fu sempre molto attiva. I soci parteciparono a molti motoraduni inviando puntualmente relazioni e materiale fotografico a numerose testate giornalistiche per documentare l’attività del club. La situazione storica e la guerra in Etiopia pesarono sulla vita dell’associazione e solo nel 1936 fu possibile organizzare una gara di regolarità: il giro del Quadrifoglio. Il nome derivava dalla conformazione geografica del percorso, che aveva i suoi quattro petali tutti convergenti a Castellazzo Bormida. La partenza e l’arrivo avvennero ovviamente davanti al santuario della Beata Vergine della Creta e delle Grazie che fu protettrice della gara. Molti giornali seguirono l’evento. La gara si ripetè annualmente fino al 1940, quando fu sospesa per il divieto di circolazione degli autoveicoli. L’inattività forzata portò a pensare e a sognare in grande e il dottor Marco Re ipotizzò di far diventare la Beata Vergine della Creta di Castellazzo la patrona di tutti i centauri. Il farmacista confidò il progetto agli amici più cari e con grande tenacia ed una indiscutibile capacità organizzativa mise in piedi l’8 settembre 1946 a Castellazzo il primo “Convegno motociclistico internazionale della Madonnina dei Centauri”, che vide la partecipazione di molti nomi importanti del motociclismo italiano e straniero. Dall’anno successivo il motoraduno fu ufficialmente iscritto nel calendario internazionale. Con il convegno e con altre iniziative propagandistiche il dottor Re riuscì ad ottenere un numero altissimo di consensi e il 22 novembre del 1946 partì alla volta di Roma con il suo “librone” di documenti per sottoporre il caso della Beata Vergine della Creta alla Congregazione dei riti e ottenerne la proclamazione a Patrona dei Motociclisti. Il 6 marzo del 1947 giunse da Roma la tanto attesa notizia: con il Breve Apostolico 17/47 dell’11 febbraio 1947 il pontefice Pio XII proclamava la Beata Vergine della Creta che si venera nel santuario di Castellazzo Bormida PATRONA DEI MOTOCICLISTI.
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